Informazioni sull’Opera

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Alias: OLIOEORTICHE

Dopo ben tredici presentazioni e migliaia di chilometri percorsi, il 28 agosto 2017 è nata la contro o sovra copertina a questo volume. Ho finalmente rammentato quel titolo che credevo aver perso, non so ancora come e perché ha riscosso un certo successo.
La mia amnesia è stata efficacemente curata grazie alla ricetta di Ildegarda di Bingen (1098 – 1179) e, tramite il suo trattato De causis, signis atque curis aegritudinum, (terzo tomo), ho finalmente rammentato il reale titolo della mia opera.
Mi corre l’obbligo di accennare come è accaduto unicamente perché mi sono imbattuto in un testo singolare di Paolo Albani e Paolo della Bella dal titolo FORSE QUENEAU – Enciclopedia delle Scienze Anomale – Zanichelli Bologna 1999 (pag. 208 – 209), ove ripropongono la figura di questa religiosa tedesca definita all’epoca “la più grande testa femminile del XII secolo” nonché “badessa visionaria“.
Gli Autori scrivono: “Animata da molti interessi scientifici: per la medicina, le scienze naturali, la cosmologia ma sopratutto per quella disciplina che oggi si chiama erboristeria. I suoi rimedi e gli insegnamenti appaiono per quei tempi molto eccentrici se non addirittura diabolici, così da essere sovente “oggetto di censura e stigmatizzazioni più o meno esplicite“.
Non voglio dilungarmi ma desidero sottolineare quanto Albani e della Bella scrivono a proposito di una intuizione di Ildegarda che appare nei suoi stravaganti trattati: “… essa intuisce il fenomeno della circolazione del sangue che diventa una scoperta scientifica soltanto nel XVII secolo”.
Ma veniamo alla sua ricetta che mi ha permesso di ricordare il presente titolo dimenticato:
“CONTRO LA SMEMORATEZZA
Chi, cotro la propria volontà, è smemorato, prenda ortica irritante e la pesti fino a ottenere il succo, vi aggiunga un poco di olio di oliva e, quando va a dormire, si unga il petto e le tempie con quel preparato e lo faccia spesso, e in lui la smemoratezza diminuirà. Infatti, il calore acuto dell’ortica irritante e il calore dell’olio di oliva eccitano le vene compresse del petto e delle tempie, che erano un poco addormentate invece di essere vigili”

olioeortiche


INTROIBO
“Undici lustri orsono percorrevo la Contrada della Iniziazione e se oggi scrivo d’essermi soffermato in questi decenni nei numerosi Vicoli della Riflessione, (indugiando spesso e senza dare molta importanza al luogo e al tempo), è perché ancora sosto lungo il Viale del Sapere.
Capacità e attitudini non sono mai bastate.
Agli incroci di questo viale si aprono una dopo l’altra le Strade della Competenza e se anche le frequento mi soffermo da tanto tempo nella Piazza dell’Esperienza. Mi rendo conto che nel tragitto ho trascurato alcune Strade Maestre, perdendomi nei numerosi Viottoli senza Uscita o nei fuorvianti Poderali.
Conquiste e conoscenze sembrano mai bastare”
Questa non vuole essere una “nota” biografica criptata ma solo una metafora per sottolineare come ho trascorso il mio tempo in attesa di scrivere questo saggio dal titolo lunghissimo. Altre sono le “note” evocate all’interno di questo falso testo, evidenziato col fatidico e oramai vituperato cancelletto. Simulazione utile a non redigere un dotto e pretestuoso testo-chiave ma con esso sospendere e poi rispondere, suggerire e commentare a piè di pagina il contenuto racchiuso nei dodici argomentati temi che compongono questo libro:
Viaggio Iniziatico – Il Bello ciò che è il Bello – Fiuto Tattile – Per un Visibile Parlare – Della Metafora della Allegoria e del Simbolo – Il Brusio dei Segni – Il grado Zero della Scrittura – Riflessioni Lente col favore del Silenzio – Elogio dell’Ombra – L’Alloro e l’Oro del Loro Ingegno – Cosa pensa il Triangolo – L’arte Negra e i libri Alzarono la Voce.
Arte, scrittura, poesia, storia e pizzichi di filosofia.
L’intento di questa pubblicazione resta quello di sovvertire la regola della semplice e relegata “notarella” (spesso solo espressione delle ambizioni individuali dell’autore nel mostrare, esibire le proprie estese credenziali al disopra del contenuto trattato), ed offrire a ben diciassette co-autori l’opportunità di aggiungere le loro “note credenziali” utilizzando immagini pittoriche, segniche, fotografiche e ancora testuali.
Una chiave di lettura senza aver mai posto limiti a:
Giorgio Antinori – Roberto Bergamo – Paola Blasucci – Bluer – Felicia Brigante – Antonio Chiarello – Alessandro Dell’Avvocata – Tiziana Dell’Avvocata – Tiziana Dollorenzo Solari – Loredana Fioroli – Tommaso Greci – Glauco Leo – Elisa Linciano – Vittorio Preite – Rossella Ragusa – Paolo Saracino – Francesca Testa.
Glauco Léndaro Camiless
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COLOPHON
Editrice Salentina – Galatina – Tiratura limitata a 300 esemplari
22,5 x 21,5 cm – 227 pagine
Carta Tintoretto Stucco Gesso delle Cartiere Fedrigoni gr. 120 e 300
Finito di stampare il 30 dicembre 2016
Leggi l’INTRODUZIONE INTEGRALE
Libro-39

 


«Forse risulterà ancora criptico il messaggio, così pure la finalità. Così non è, così non sarà».
Cercare dei messaggi nei libri che si pubblicano oggi è forse esercizio inutile. Nell’epoca tecnologica della velocizzazione della vita, una persona oggi rischia di non accorgersi neanche di viverla quella vita. Tant’è che non rischia affatto, perché tanto si è fuori o lontani dai contesti della interrelazionarietà umana. Si è appena nati che si è già morti. E tuttavia, se si fa uno sforzo sovrumano di riconciliazione col proprio Io (Freud e Jung), qualcuno riesce ancora a trovare attimi di amore con se stesso, con la Natura che lo circonda, con l’altro/a che gli è affianco. Spesso è proprio un oggetto come il libro (soprattutto cartaceo) che riesce in questa difficile impresa dell’auto-abbracciamento.

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alias: OLIOEORTICHE

è un libro come tanti altri, ma con quelle specificità che caratterizzano l’Autore che, a suo dire lo ha iniziato «a scrivere dalla casa del riposo Dharamsala di via S. Lazzaro Lecce (11.2.2015), continua a redigere […] a Cavriago di Reggio Emilia via Terenziani Poletti (19.1.2016) e [conclude l’]opera a IT. A. CA’ a Castro di Lecce (2.11.2016)».
È un libro di questa nostra epoca. Scritto da Glaucolendarocamilless con altri Artisti, con la «proprietà letteraria e artistica degli Autori, prima edizione originale – tiratura limitata a 300 esemplari – volume stampato nel dicembre 2016 presso la Tipografia Editrice Salentina Galatina Lecce», pp. 228.
Perfettamente quadrato (21.08 x 21.08 cm) com’è nello stile degli artisti; copertina (prima e quarta) di colore nero notte-cosmica; prima di copertina con indicazione autoriali: bianco sfondato e titolo parallelepipedico rosso pure esso sfondato; quarta di copertina con al centro simbolicamente «La porta della morte, incisione di William Blake tratta da The Gates of Paradise, 1793»; frontespizio che si ripete; dato che «non si può pensare senza immagini» (Aristotele) esse sono perfettamente differenziate in B/N e a colori; caratteri: eclettici da font; testi per lo più singlossici per «creare interiori dimensioni simboliche» (p. 7) accompagnati da …infiniti… omissis.
Si apre con la citazione «La natura è la madre voluttuosa che provoca la passione del suo amante: l’Arte è il frutto dell’unione» (Théophilo Thoré).
La parola con cui il sacerdote incomincia la messa («Introibo») con la musica che l’accompagna «con una sola NOTA a PIE’ DI PAGINA» è di Glauco Lendaro Camiless che introduce con la citazione «Non sono tanto io che ho fatto questo libro, quanto il mio libro che ha fatto me» (Michel Eyquem de Montagne) (pp. 5-12). Ma anche con la citazione «Il mondo è fatto per finire in un bel libro» (Stéphane Mallarmé).
«Auto grafoteca» con le firme di tutti i coAutori, ad eccezione di quella dell’Autore, cioè Glauco Lendaro Camiless, p. 211.
«Notizie biografiche dei coAutori», pp. 212-217.
Note bio-bibliografiche di Glauco Lendaro Camiless: («Sono stato giovane negli anni del vero boom e giovane impaziente nelle stagioni delle false illusioni. 1960-2015»), p. 219.
«Indice degli argomenti e dei relativi documenti prodotti dagli Autori». Argomenti: VIAGGIO INIZIATICO con la citazione «La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza» (Albert Einstein, da Io come vedo il mondo) (pp. 15-31); Il BELLO ciò che è il BELLO con la citazione «E sapete voi, sapete che l’umanità può vivere senza gli inglesi, può vivere senza la Germania, può vivere fin troppo facilmente senza l’uomo russo, può vivere senza la scienza e senza il pane, soltanto senza la bellezza non può vivere, giacché non avrebbe più nulla da fare al mondo» (Fedor Michajlovic Dostoevskij) (pp. 33-55); FIUTO TATTILE con la citazione «Lo spazio in cui viviamo non è altro che l’estensione della nostra mente» (pp. 57-65); per un VISIBILE PARLARE con la citazione «La storia è madre della verità, emula del tempo, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro» (Miguel de Cervantes) (pp. 67-81); della METAFORA della ALLEGORIA e del SIMBOLO con la citazione «Anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno» (Herman Hesse) (pp. 83-89); il BRUSIO dei SEGNI con la citazione «La vita è breve, l’arte vasta, l’occasione istantanea, l’esperimento malcerto, il giudizio difficile» (Ippocrate, da Aforismi) (pp. 91-101); il GRADO ZERO della SCRITTURA con la citazione «La scrittura è glossa e commento. Noi non diciamo ma aggiungiamo» (Giorgio Manganelli) (pp. 103-119); RIFLESSIONI LENTE col FAVORE del SILENZIO con la citazione «Diceva quel tale: la vita potrebbe essere solo starsene seduti in mezzo all’erba, tenere in mano una margheritina senza strappare i petali, perché le risposte si conoscono già, oppure sono così poco importanti che scoprirle non vale la vita di un fiore» (pp. 121-133); ELOGIO dell’OMBRA con la citazione «La vita non è che un’ombra che cammina» (William Shakespeare, dal Macbeth) (pp. 135-165); l’ALLORO e l’ORO del loro INGEGNO con la citazione «Se non conosci i nomi, muore anche la conoscenza delle cose» (Carlo Linneo) (pp. 167-177); COSA PENSA il TRIANGOLO con la citazione «La Geometria è per le Arti Plastiche quello che la Grammatica è per l’Arte dello scrittore» (Guillaume Apollineare) (pp. 179-197); l’ARTE NEGRA e i LIBRI ALZARONO la VOCE con la citazione «Un libro, come un bambino, ha bisogno di tempo per nascere. I libri scritti in fretta ispirano diffidenza nei confronti dell’autore» (Heinrich Heine, da Pensieri e fantasie) (pp. 199-210).// Gli Autori: oltre a Glauco Lendaro Camiless, Giorgio Antinori, Roberto Bergamo, Paola Blasucci, Bluer, Felicia Brigante, Antonio Chiarello, Alessandro Dell’Avvocata, Tiziana Dell’Avvocata, Tiziana Dollorenzo Solari, Loredana Fioroli, Tommaso Greci, Glauco Leo, Elisa Linciano, Vittorio Preite, Rossella Ragusa, Paolo Saracino, Francesca Testa, p. 223.
«Indice iconografico riferito ai testi di G. Lendaro Camilless» manca l’indicazione delle pagine, che, invece, in successione sono: 1, p. 12; 2, p. 20; 3, inesistente; 4, p. 41; a p. 70 manca l’immagine ma c’è la citazione «”La perfezione e l’imperfezione sono in realtà soltanto modi di pensare”(Baruch Spinoza)»; 5, p. 60; 6, p. 85; 7, p. 96; 8, p. 112; a p. 128 manca l’immagine ma c’è la citazione «”Il demente, quando tace, in nulla è diverso dai saggi, sono la lingua e la voce a rivelare la sua stoltezza”. Andrea Alciato»; alle pp. 136-139 ci sono le macchie glaucolendarocamillessiane-rorschachiane che “erano” «un’operazione vicina alla metodologia propria delle ricostruzioni (dopo eventi bellici o cataclismi naturali) dette per anastilosi, ovvero riposizionare a terra le pietre dell’edificio come erano e dov’erano e numerando progressivamente le stesse per ricomporre il monumento. La [glaucolendarocamillessiana] ricerca mirava a ricostruire quel modesto arco che doveva rappresentare la [sua] storia fatta di pietre e ombre»; a p. 173 manca l’immagine ma c’è la citazione «Cento libri non fanno un quadro»; 9, p. 182; 10, p. 206; 11, p. 217; 12, p. 221.
«Bibliografia a volo d’uccello [con la citazione] “Studiare i classici non è un lusso, non è uno spreco di tempo e neppure una gratuità: è avere a nostra disposizione ciò che di più libero l’uomo ha pensato di se stesso”» (pp. 225-227).
Per l’Autore «”I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove. Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la percezione immediata, il presente del futuro è l’attesa” (Sant’Agostino)», p. 227.
«La compagnia tutta degli Autori ringrazia per l’alta professionalità dimostrata dal personale dell’Editrice Salentina Galatina (Le). Ancora un grazie per la collaborazione a ArteFatto Castro (Le) e alla Tipografia Gloria Amato & C. Cutrofiano (Le) e infine a Giovanni Scalese Project Photo Cutrofiano (Le)», p. 227.
Di tutto quello che ho scritto finora vale il fuori caporali, che concorda con l’Autore, cioè con Glaucolendarocamilles, sulla sua dichiarazione, valida anche per me, di avere conosciuto molti tra i tanti Buoni e i pochi cattivi, e che nella vita «ho insegnato ciò che non sapevo» (p. 5, 3° rigo dal basso); che «ho sempre privilegiato l’errore convinto, da sempre, che potesse celare il nuovo, il non detto, [il non scritto], il non conosciuto: l’ignoto chiamato anche Caso» (p. 6, 7-5° righi dal basso); che «migliaia sono gli errori che ho visto, miei e non, [ribadisco soprattutto miei] migliaia sono [quegli errori] che hanno cementato la conoscenza [soprattutto mia] e il sapere: è provato che la fonte dell’errore non dissecca mai» (p. 6, 5-4° righi dal basso).
L’Autore, che è sempre Glaucolendarocamilles, scrive di avere una finalità incatenata a un «pensiero [che] conosce molte lingue e perché lo si possa immaginare, ascoltare, leggere o materialmente incontrarlo sulla nostra strada, deve essere tradotto con il giusto linguaggio; ed è per questa ragione che [ha] titolato e raccolto nei dodici capitoli alcune certezze, molti concetti e tanti argomenti destinati ad essere perennemente sviluppati. Il motivo fondante per definire queste annotate note o noterelle a margine è da ricercare in quei [suoi] pensieri, affluiti nel corso del tempo, leggendo, sottolineando e annotando a margine dei [suoi] libri date, eventi storici e da [lui] definiti luce della memoria. Una pratica che [gli] ha permesso di capire da quali maestri far[si] adottare» (p. 9, gli ultimi 6 righi, ma sfortunatamente per l’Autore, tale concetto si ripete, sia pure parzialmente, al centro della p. 11).
L’immagine e la parola SONO in questo libro. L’immagine altro non è che un «Visibile» Parlato, ma è «La parola [… che] non si assoggetta mai e [mai] tace».
Così è! Così sarà! Sempre che piaccia.
Maurizio Nocera. Lecce, 12 giugno 2017

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